La mia storia in poche righe?
- Ciao a tutti quanti, sono Carlo, un ragazzo stentatamente maggiorenne ed omosessuale. Che dire, la
mia diversità sessuale l'ho scoperta già al periodo delle elementari quando a casa di mio cugino più piccolo aspettavo mio zio, un bel fusto, che puntualmente faceva la doccia alle quattro. Mi bastava quindi allontanarmi un attimo per un bicchiere d'acqua e incollarmi al buco della serratura ad ammirare quel ben di Dio che provocava in me una strana tremarella, vista la situazione così eccitante e nel contempo rischiosa. Mi sono sempre piaciuti i bei ragazzi, tuttavia in un primo momento più che desiderarli, il mio desiderio era essere come loro, avere il loro fisico, occhi e capelli. Per questo ho trascorso gli anni successivi non dando tanto peso a questa che cosa, anzi, ci provavo pure con qualche ragazzina poichè mi piaceva l'idea di stare in coppia con qualcuno. Iniziato il liceo sono arrivate anche le prime vere e proprie cotte, dei ragazzi stupendi, potrei anche dire dei piccoli uomini, visti gli accenni della barba, come anche dei fisichetti niente male. Ovviamente non ho potuto fare altro che fingere di essere ciò che non sono, aspettando come non mai le gite scolastiche, le notti in camera e quindi le docce e qualche nudo di troppo (è questo il motivo per il quale ho fatto anche qualche anno di piscina, attività poi abbandonata per un disagio fisico incontrollabile, a buon intenditore
poche parole). Diciamo che fino a questo punto la
mia vita è stata tranquilla, la
mia unica "valvola di sfogo" in che modo si può capire era la tanto attesa doccia degli altri. Avvicinandomi ai 16 anni qualcosa è però cambiato, sento che qualcuno inizia a sospettarmi,arrivano i primi insulti del tipo "frocio, ricchione" nonostante non avessi mai rivelato nulla. Stessa condizione a casa, io sono un figlio unico, vera e propria tragedia questa per me, avrei tanto desiderato un fratello per essere tranquillamente la pecora nera della famiglia e dichiarare tranquillamente il mio essere e lasciare quindi a qualcun altro il compito di portare avanti la "stirpe". Sfortunatamente questo non è accaduto. Ultimamente però non sono in grado di controllare le mie emozioni, stentatamente esce qualche discorso che abbia come argomento l'omosessualità, divento inevitabilmente rosso in viso, lasciando trasparire il tutto. Per questo evito il contatto con gli altri, la sera ceno velocemente in silenzio e scappo da tavola per paura di sentire la tv cacciare all'improvviso qualche tematica gay. Questo si ripete ormai da due anni, mi ha reso la vita un inferno, non ho mai voluto parlare anche perchè i miei si sono dimostrati sempre piuttosto freddi e diffidenti riguardo all'omosessualita. Della serie, se appare un Malgioglio in tv si sente subito il commento di mio padre "che schifo". Se lo dicessi farebbero finta di capirmi ma presumo il malessere di mio padre e i pianti nascosti di
mia madre che vedrebbero tramontare un'intera parte della propria vita, una vecchiaia da trascorrere con i nipotini. Il dialogo lo evito anche con gli amici (maschi), più che altro per la divergenza di interessi, ad esempio non capisco nulla di calcio. Al contrario vado molto d'accordo con le ragazze, mi piace fare gruppo con loro, e penso che questa sia una che cosa più che ovvia. Nella
mia classe c'è un ragazzo (Marco) di cui mi sono man mano innamorato, siamo sempre stati in competizione per una questione di voti, tutti quanti sanno che non lo sopporto, non immaginerebbero mai il contrario. Fatto sta che per un gioco del caso è da tempo che sospetto sia gay anche lui,come me sta sempre con le ragazze, come me non ama il calcio e alla canzone pop lui preferisce canticchiare cose del tipo Carrà,Bertè,Rettore. Mi dispiace solo che non ci sia il minimo rapporto, a stento ci parliamo e ormai stiamo alla fine del quinto quindi ho tanta paura di non vederlo più al di la del percorso scolastico. Tento di "comunicare" con lui con qualche sguardo di troppo, non posso parlargli apertamente, magari alla fine non è nemmeno gay. Questa è la
mia storia in
poche righe, tra sofferenze, segreti e tanti perchè rimasti irrisolti. Perchè l'ho scrittà? Perchè probabilmente non ho niente di meglio da fare. Comunque già che ci sono, avete qualche parere, opinione?Soprattutto per quanto riguarda la "
storia" con Marco. ve ne sarei grato. :)
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